Poker Live: Riguardiamo la legge Europea del 2009

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Dopo nove anni ed un pezzo, forse, sarebbe anche ora che l’Esecutivo intervenga nei confronti del Poker Live che da quel tempo, il ben lontano 2009, attende un suo regolamento attuativo! Quale migliore occasione quella che si rappresenta oggi al Governo Giallo-Verde di sanare un settore come questo del poker live che, onestamente, vive border line da quel tempo quando la legge europea di allora arrivò a scrivere i fondamentali normativi che sono sempre e tuttora in attesa di un passaggio al regolamento attuativo. Visto e considerato che i due schieramenti che gestiscono la nostra politica hanno in animo di riordinare i giochi, questo potrebbe essere il “momento giusto” se così si può dire dopo nove anni di attesa.

Potrebbe “smuoversi” una situazione interessante per le casse del nostro caro Erario, sempre bisognose di gettiti: l’assegnazione di mille licenze, con una base d’asta a 100.000 euro, cosa che potrebbe anche fare bene oltre che far riemergere, magari, una serie di fondi ulteriori che rischiano probabilmente di finire nelle mani della criminalità organizzata sempre pronta ad intervenire in carenza della presenza dello Stato. Quale momento più opportuno per il Movimento 5 Stelle e Lega per andare verso la disciplina dei tornei non a distanza di poker live? Andando poi a curiosare, come si è soliti fare quando compare qualcosa di appetibile, nel rivedere la legge europea del 2009 ci si è accorti che per ben due volte negli anni successivi è stata prorogata la data per i bandi di gara da parte dell’Agenzia dei Monopoli.

Ed i dicasteri competenti, quello dell’Economia e delle Finanze e quello degli Interni, non hanno mai provveduto a scrivere l’atto regolamentare relativo e per due volte il bando è stato prorogato, ma sempre disatteso.“Ci piace” sottolineare questo sia un comportamento grave, ma facilmente spiegabile con “l’avvento” del periodo assolutamente nero che già allora cominciava a contornare il mondo del gioco pubblico: ed infatti, poi, si è arrivati sino ad oggi con tutti gli accadimenti che si sono susseguiti e tutti gli adempimenti restrittivi che hanno messo e stanno mettendo “chiuso all’angolo” il gioco pubblico, (oltre tutto) “riserva di Stato”.

Oggi, appare semplice intervenire in questa direzione del poker live: il fondamento legislativo, che nulla ha a che fare con i migliori casino online, risiede in una norma di recepimento delle direttive comunitarie e l’attuazione si racchiude in un semplice atto regolamentare che, visto che sino ad oggi non è avvenuto, potrebbe semplicemente concretizzarsi all’interno della legge di bilancio, oppure nel bel mezzo di qualche “nuovo decreto sul gioco”, oppure un milleproroghe o qualcosa d’altro di molto simile. Alla domanda di come si potrebbe riaprire questa partita sui tavoli verdi legali si è sommariamente risposto, ma rimane un secondo quesito: perché legalizzare questa situazione che sino ad ora è rimasta in stand-by?

“Ci piace”, ancora, far rispondere a questo da un esperto del settore che da quando è nato il poker live è sempre stato “sul pezzo”: si parla sicuramente di Domenico Antonio Tresa, fondatore di Italian Rounders che aveva investito molto nella nascita di questo nuovo mercato sulla base di forti e solide fondamenta legislative. Senza dimenticare che lo stesso ha spesso sottolineato che si è sempre lasciata perdere una buona, anzi ottima, occasione per dare “respiro e dignità ad una grande passione” come quella del poker live. Il principio base sarebbe quello di favorire l’intrattenimento in ambienti sani e sopratutto controllati con l’obbiettivo di normalizzare un gioco che già da sempre esiste sul territorio ed appassiona circa un milione di italiani.

Per sottolineare questa passione dell’italico popolo per il poker live, si vuole risalire all’analisi fatta dai Monopoli, da Sogei e dal Politecnico di Milano che cita i conti attivi online nel poker e si parla di cifre superiori ai 700mila players: regolamentando tutto questo, ovviamente, prima si evita che in tale fenomeno si infiltri la criminalità organizzata e, poi, in più si potrebbero ricavare oltre ventimila posti di lavoro che si potrebbero mettere in regola, creando conseguentemente un nuovo gettito erariale che oggi sfugge a qualsiasi controllo.

Posto tutto questo e le varie considerazioni di un “addetto ai lavori”, si vuole anche dare uno sguardo a questa legge del 7 luglio 2009, nell’articolo 24, dove sono disciplinati i tornei non a distanza di poker sportivo e riproporre pedestremente i contenuti di allora. Nel medesimo provvedimento vengono anche determinati l’importo massimo della quota di partecipazione al torneo e l’ulteriore partecipazione al torneo una volta esaurita la detta quota. L’aliquota d’imposta unica dovuta dal concessionario per l’esercizio del gioco viene stabilita nel 3% della raccolta. Rispettando i principi comunitari le concessioni dovevano venir aggiudicate tramite bando da effettuarsi entro il 1° gennaio 2013, concessioni novennali per l’esercizio del gioco del poker sportivo.

Questa operazione è da espletarsi con provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze-Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e dovrà essere in un numero non superiore alle mille, previa effettuazione di procedure aperte a soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta anche su rete fisica di uno o più giochi, nonché ai soggetti che rispettino i requisiti e le condizioni richieste dalla già citata legge del 7 luglio 2009. I punti di esercizio, fino a loro esaurimento, vengono aggiudicati ai soggetti che abbiano sottoposto offerte risultanti tra le più elevate, rispetto ad una base pari a 100.000 euro ed operino a seguito dell’avvenuto rilascio della licenza in base alle norme vigenti.

Visto il tempo trascorso, e visto che i vari Governi che si sono succeduti sino ad arrivare a quello Giallo-Verde in essere non hanno ancora preso in esame di rendere attuativa questa legge, potrebbe essere arrivato il momento di “fare qualcosa” che potrebbe senz’altro interessare alle casse dell’Erario per avere “nuove risorse”: anche se provengono dal gioco (immorale e piaga del nostro secolo) può essere che l’attuale Esecutivo a mezzo dei suoi due schieramenti, ne faccia “buon uso”.

Pubblicato il: 4 Dic 2018 alle 11:57 - Autore:

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