I dati dei primi dieci mesi del 2018 della raccolta di Gioco

dati raccolta gioco dieci mesi 2018

Come facciano le (restanti) imprese di gioco ed i casino online, ancora oggi, a stare in piedi nonostante il “bersagliamento” cui sono soggette queste attività a livello di tassazione, di restrizione e di decentramento ancora non ci si capacita di capire: forse, è la grande caparbietà di chi ha impiegato anni per costruire una propria impresa ludica con tanti sacrifici e tante “arrabbiature” nei confronti delle istituzioni delle quali, fra l’altro, sono anche rappresentanti in forza della concessione che consente loro di rappresentare lo Stato, a dare la forza agli operatori del settore di restare “ancora in piedi” e cercare di continuare a resistere come una sorta di “baluardo” del gioco lecito che si vuole fortemente contrapporre al mondo del gioco illegale che sta “sospingendo” e che vuole riprendersi il mercato che aveva saldamente in mano sino ad una quindicina di anni or sono.

Il gioco pubblico, per il momento, resiste ancora o quantomeno le aziende piccole e medie che al momento stanno sul mercato fanno segnalare che sono attualmente in vita: ma, in ogni caso, sino ad oggi fine ottobre 2018 la raccolta per quanto riguarda le apparecchiature da intrattenimento è diminuita di ben il 7% circa, parzialmente compensato da un aumento delle giocate su Vlt del 3% circa. Questi risultati, però, non tengono conto della prossima entrata in vigore di ulteriori regolamenti regionali, ancor più restrittivi, destinati particolarmente alle sale giochi: il gioco pubblico, di conseguenza, viene quasi ricacciato in punti poco controllabili dove l’obbiettivo di contrasto al fenomeno del gioco problematico non può essere assolutamente raggiunto e combattuto. Come si sa, una particolarità di questo contrasto sta nell’applicazione di regole chiare e, sopratutto, di trasparenza cose che più si va avanti nella vita delle attività di gioco più sembra sparire dal loro percorso commerciale ed economico.

Il gioco pubblico, quindi, si trova in una fase veramente critica ed altalenante: certamente, il sentore che vi saranno ulteriori interventi da parte del Governo del Cambiamento non lo mette in sicurezza, anzi, contribuisce ad aumentare quell’incertezza nella quale si stanno dibattendo il mondo del gioco, le sue imprese ed i suoi operatori. Quello che si può facilmente presumere è che l’obbiettivo dell’Esecutivo non sia quello di rendere il gioco più sicuro, meno propenso ad essere compulsivo o patologico, ma bensì quello di rendere al settore la vita “impossibile” quasi per fare in modo che si “auto-distrugga” o che “muoia di morte naturale”: questo sarà l’effetto dei vari provvedimenti restrittivi ed economici che si intendono mettere in campo senza mezze misure.

Bisognerà poi vedere dove andrà a prendere il Governo Giallo-Verde le risorse che gli necessitano per “far quadrare i conti” qualora il settore ludico non fosse veramente più in grado di farlo, come succede da anni ed anni quando si deve “chiudere il bilancio di Stato”. Al momento, non è dato di sapere tutto questo come non si riesce, peraltro, a comprendere quale in effetti sia il pensiero dell’attuale Esecutivo dopo le varie esternazioni nei confronti del mondo dei giochi che il suo vice premier penta-stellato continua ad esporre.

Ma in relazione al dato della raccolta del gioco pubblico ad oggi, certamente non si può dire che sia esaltante se paragonata agli anni scorsi: se proprio si vuole insistere sull’aumento della tassazione si possono suggerire due “strategie”, tenendo però conto che la stessa tassazione con la nuova manovra si assesterebbe attorno al 70% sui ricavi lordi e si confermerebbe in ogni caso la più alta d’Europa, che almeno si riduca la percentuale di vincita in modo da rendere il contesto economico per le aziende di gioco interessate un po’ più sostenibile. Senza dimenticare, quindi, che queste aziende hanno sostenuto l’avanzamento del gioco legale studiato, creato ed avviato dal Governo (di allora) nel “lontano 2002”.

E, poi, che si apra un confronto veramente serio sulla prevenzione ed il contrasto delle dipendenze nel settore del gioco: discorso molto serio che deve uscire dalla demagogia nella quale è raggomitolato e che deve essere affrontato in modo alquanto approfondito insieme al tema dell’innovazione tecnologica e della riduzione, ragionata, dell’offerta del prodotto gioco, attraverso sistemi di distribuzione più controllati come succede in altri e diversi settori economici. Ciò, non vi è dubbio che garantirebbe una maggiore efficacia nell’intervento della tutela dei cittadini-giocatori, intervento per il quale il settore ludico, tutto intero in ogni comparto, sarebbe assolutamente disponibile a contribuire in modo costruttivo ed operativo.

Infine, per migliorare il mondo dei giochi nel suo rapporto con il sociale e farlo diventare, finalmente, un divertimento sostenibile nei confronti dell’opinione pubblica, lo stesso gioco a mezzo delle sue associazioni che sono sempre sul campo per farne comprendere “la sua anima”, deve sensibilizzare le istituzioni e le Forze dell’Ordine sulle criticità del territorio e sulla prevenzione da effettuare nei confronti delle forme di gioco illegale ed incontrollato. Una particolare attenzione va prestata alle new slot, alle videolotteries ed alle agenzie di scommesse: e questo significherebbe avere un serio progetto di collaborazione tra la filiera del gioco lecito e le istituzioni, cosa che però sino a questo momento non è stato possibile da concretizzarsi.

C’è solo da sperare che con il Governo del Cambiamento questo sia attuabile anche se, purtroppo, qualche “sincero e profondo dubbio” esiste, visto l’interlocutore che il gioco ha dinnanzi… piuttosto chiuso a qualsiasi scambio di opinioni, di idee o di esigenze che il settore dei giochi possa mettere “sul piatto”. Eppure, il presidio del gioco pubblico (e quindi lecito) dovrebbe essere una “cosa” da salvaguardare essendo una “riserva di Stato”, oppure qualcuno se ne è dimenticato? La domanda è direttamente posta al vice premier penta-stellato Luigi Di Maio, nonché Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

Pubblicato il: 5 novembre 2018 alle 14:40 - Autore:

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