Gioco Online Sicuro: Cosa succederà senza la pubblicità?

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Ci si trova ancora una volta a parlare del “Decreto Dignità”, e del suo contenuto, per quanto attiene il divieto della pubblicità dei prodotti di gioco, in qualsiasi sua forma o misura: contenuto che ha messo in allarme gli operatori del settore ludico, particolarmente quelli del segmento online che temono di non avere più la possibilità di sottoporre all’attenzione dei potenziali giocatori i loro prodotti e le loro offerte di gioco. Si stanno muovendo in questo comparto un po’ tutti, poiché l’argomento è pregnante e comporta veramente una problematica non di facile soluzione, particolarmente se si vuole guardare alle scelte che il giocatore NON sarà più in grado di fare con raziocinio.

Tra i vari interventi che si stanno succedendo per questo nuovo decreto, “ci piace” sottolineare quello dell’associazione degli operatori del gioco online, LoGiCo che propone una campagna TV per il gioco sicuro e responsabile, meta alla quale mirano tutte quelle imprese legali e pulite che, però, devono usufruire dei servizi pubblicitari per sottoporsi ai giocatori in modo da orientarli a scegliere nella legalità, nella sicurezza e nella garanzia che i giochi si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme che regolano questo reparto. Questa campagna che è stata lanciata in occasione dei Mondiali di Calcio Russia 2018, ha riunito le principali aziende operanti nell’online gaming in Italia mediante concessione statale ed è stata studiata per sensibilizzare appunto l’opinione pubblica sul tema del gioco regolamentato e sicuro.

Dimostra quanto sia importante giocare online su piattaforme legali e quanto sia un modo sereno per trascorrere del tempo in modo piacevole e totalmente sicuro, grazie anche ai sistemi di garanzia che gli operatori leciti hanno messo in atto a favore dei giocatori italiani. “Il gioco è bello finché è un gioco”, leit motiv della campagna, accompagna le immagini che si riferiscono all’accesso monitorato attraverso la registrazione di un documento di identità e la possibilità di autolimitazione della puntata. Se non vi sarà più, quindi, la possibilità di presentare a mezzo pubblicitario questa serietà delle piattaforme online legali, come si farà a far comprendere al giocatore dove indirizzare le proprie puntate? Ci saranno zone d’ombra nel gioco online legale aams che questo mercato non si può permettere senza rischiare tanto: ma sembra giusto tutto ciò per gli operatori leciti che agiscono a fronte di una concessione che, tra l’altro, li ha pure autorizzati a pubblicizzare il proprio modo di operare?

Sono cambiati quindi i criteri di rapporto tra Stato, che ha concesso l’autorizzazione all’impresa, ed impresa di gioco online, che ha pagato la concessione, ma che non può più usarla nel modo “contrattualmente” concordato. In fondo, si crede che l’online gaming abbia titolo pieno per proporsi come esperienza di gioco divertente, sicura e totalmente trasparente per il giocatore italiano e proprio da questa convinzione e dalla necessità di promuovere il gioco responsabile che discende l’impegno di far “passare tutto questo” a mezzo pubblicitario. Ma vietando la pubblicità non sarà più possibile per il giocatore “scegliere bene”: quindi, scegliere la legalità. Non sarà più in grado di conoscere le sicurezze che la legalità mette a disposizione, salvaguardando il suo gioco, le sue partite ed anche le sue tanto agognate vincite. Perché si vuole mettere il cittadino-giocatore in questa precisa condizione?

É naturale, quindi, che le varie associazioni si mettano a disposizione di questo nuovo Esecutivo ed in particolare del Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Mario e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria per illustrare loro proposte all’avanguardia per aumentare ancor di più la sicurezza dei giocatori italiani e, sopratutto, per rafforzare il gioco legale, cosa che deve emergere da tutte le iniziative che il comparto sta mettendo in essere: gioco legale contro illegalità. La battaglia deve assolutamente continuare in modo da non far perdere il giusto indirizzo che il giocatore deve seguire: la legalità deve essere come un faro per il marinaio. Essere sempre seguita nel “mare tempestoso” delle varie offerte di gioco, a volte ammiccanti e piene di coinvolgimenti visivi e non, ma certamente poco lecite ed assolutamente da evitare per non avere problemi.

A sottolineare l’importanza di rivedere le norme che sono state messe in campo per il divieto della pubblicità al gioco si aggiunge anche il riconoscimento da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità della dipendenza dai videogame fra le malattie mentali riconosciute: infatti, da ora in poi anche questa dipendenza sarà a tutti gli effetti riconosciuta come “malattia mentale” inserendola nel recente aggiornamento dell’International classification od diseases (elenco di tutte le patologie censite). Per l’Oms la dipendenza da gioco digitale che si configura come “modello di comportamento di gioco persistente o ricorrente”, che può essere online, su internet od offline prende il sopravvento, purtroppo, sugli altri interessi della vita e viene anche conosciuto come “gaming disorder”. Si arriva poi alla malattia mentale vera e propria quando viene a registrarsi una “gravità sufficiente a causare una compromissione significativa nelle aree personali, familiari, professionali e sociali.

Si riescono anche a “codificare” i segnali che permettono di riconoscere la persona che è malata di videogame: la priorità che viene data a questa attività a discapito di altre attività consuete e quotidiane e la perdita di controllo sul gioco in termini di durata e di intensità. Non si vuole pensare, anche in virtù di questo nuovo studio e ricerca dell’Oms che cosa potrebbe risultare da una carenza di pubblicità sul gioco lecito che sta per essere eliminata totalmente. Come faranno le persone a conoscere tutto questo? Come faranno anche i soggetti coinvolti in questo “gaming disorder” ad avere qualsiasi tipo di aiuto se il divieto a qualsiasi forma pubblicitaria sarà effettivo? Non ci si vuole pensare: forse il Ministro Di Mario dovrebbe riflettere ancora un po’ e riprendere in mano la situazione prima di fare più danni che dare sicurezze.

Pubblicato il: 17 luglio 2018 alle 13:38 - Autore:

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