Decreto Dignità: Tutto quello che succede al mondo dei Giochi

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Il Consiglio dei Ministri ha dato il suo “parere favorevole” al già famoso, anche se appena nato, “Decreto Dignità” che ingloba disposizioni per quanto riguarda il mondo dei giochi: particolarmente, per quanto riguarda il divieto alla sua pubblicità, argomento di importante interesse, già toccato dalla Legislatura precedente durante i colloqui avvenuti in Conferenza Unificata. Bisogna ammettere che il fenomeno del gioco ha assunto proporzioni “importanti” nel nostro Paese e questo, automaticamente, porta ad un aumento del rischio per le sue derive che vanno a coinvolgere maggiormente i soggetti più sensibili e vulnerabili determinando, purtroppo, una dipendenza socio-economica che non può essere sottovalutata anche da chi il gioco lo vive come sano divertimento e vi si approccia non in modo compulsivo.

Fortunatamente non sono un numero particolarmente alto coloro che ne vengono coinvolti, in particolare se rapportato ad altre dipendenze già molto note come alcool e droga: ma si parla, in ogni caso, di soggetti fragili e per questo da tutelare senza se e senza ma. Seppure non bisogna assolutamente enfatizzare i numeri dei soggetti che, purtroppo, cadono nella rete dell’abuso del gioco d’azzardo, come a volte accade a mezzo dei media che “calcano” la mano nei confronti dell’opinione pubblica per far arrivare un messaggio “allarmista” che mette in condizione il cittadino normale di farsi una opinione errata del mondo dei giochi.

Questo tipo di rapportarsi al gioco in modo problematico, ormai, è noto ai più e comporta disagi sociali poiché coinvolge sia la persona, che ne viene travolta, sia l’ambito familiare che lavorativo, portando persino ad indebitamenti che diventano sempre meno sostenibili e che racchiudono situazioni veramente di disagio per le quali si determina necessario l’intervento del servizio sanitario nazionale. Considerato, quindi, che il gioco sano deve essere e rimanere tale, e per questo suo esistere deve intrattenere e divertire, non resta che regolamentarlo in modo forse duro e restrittivo per fare in modo che, almeno in parte, non riesca ad arrivare a quelle persone vulnerabili che si fanno, purtroppo, “coinvolgere ed intrattenere nelle sue spire”.

Ecco, quindi, che il novello Esecutivo ha messo in campo il già famigerato “Decreto Dignità” che si occupa, tra l’altro, anche del settore ludico, regolamentandone prima di ogni altra cosa la pubblicità, in modo che la stessa non “faccia altre vittime” e coinvolga sempre meno persone a seguito dei suoi messaggi proposti in modo ammiccante e coinvolgente, ma sopratutto in modo assolutamente “pressante”. L’intervento di questo decreto viene messo in campo per rafforzare la tutela del consumatore e per un più efficace contrasto al gioco d’azzardo ed alle sue problematiche, stabilendo “il divieto di qualsiasi forma di pubblicità relativa ai giochi o scommesse con vincita in danaro, incluse le manifestazioni sportive, culturali od artistiche, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”.

Il divieto viene applicato anche alle sponsorizzazioni, alle citazioni visive ed acustiche ed alla sovra-impressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti che possa promuovere il gioco d’azzardo o la scommessa. Naturalmente, come è giusto che sia, nel decreto si prevedono anche le misure sanzionatorie ed all’Autorità competente viene richiesto di effettuarne l’accertamento e l’irrogazione delle stesse. Per quanto riguarda gli importi della sanzione, poi, viene prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria commisurata al 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, ma in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, ad un importo minimo di 50mila euro a carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione e dell’organizzatore dell’evento.

Questa sanzione si applicherà a tutte le violazioni di quanto disposto: viene fatto salvo quanto previsto dall’art.7 della Legge Balduzzi che in materia di divieto di pubblicità del gioco d’azzardo nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche, rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte ai minori, prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da centomila a cinquecentomila euro. Gli interventi che sono stati studiati mirano a tutelare il consumatore da un tipo di pubblicità sempre più invasiva e vuole porsi in linea con le disposizioni analoghe già messe in campo e consolidate, quando si è vietata la pubblicità dei prodotti da fumo.

Questo divieto della pubblicità al mondo dei giochi vuole richiamare l’attenzione sul fatto che a livello dell’Unione Europea non esiste una normativa specifica sul gioco d’azzardo. Esiste, però, una risoluzione del Parlamento europeo del 10 settembre 2013 sul gioco d’azzardo online, nel mercato interno, in cui viene rilevato da un lato che i fornitori di gioco d’azzardo devono rispettare le leggi nazionali degli Stati membri in cui operano, e dall’altro lato che è opportuno che gli stessi Stati conservino il diritto di imporre le restrizioni che ritengono necessarie e giustificate per contrastare il gioco d’azzardo online illegale.

Successivamente, nel 2014, la Commissione Europea ha emanato una raccomandazione concernente i principi rivolti alla tutela dei consumatori con riferimento in particolare al gioco online: ma in questa raccomandazione veniva anche evidenziato che vietare completamente la pubblicità al gioco poteva creare “confusione nella mente del giocatore” nella eventuale scelta tra il gioco lecito e quello illecito, deviandone magari la decisione per non avere l’opportunità di vagliare le due “offerte” di gioco. Questo, almeno per chi scrive, potrebbe essere una sorta di “ostacolo” con il quale il consumatore giocatore dovrebbe “fare di conto”: probabilmente la Commissione Europea ha ritenuto che avere a disposizione la scelta tra le due offerte fosse una migliore opzione. Non rimane naturalmente che attendere qualche tempo per vedere i risultati di cotanto divieto imposto dal “Decreto Dignità”.

Pubblicato il: 16 luglio 2018 alle 14:59 - Autore:

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