Chiusure forzate per le sale che non si adeguano alla normativa sul gioco

chiusura sale gioco

Certamente, si vuol far capire all’opinione pubblica (ed anche al mondo del gioco d’azzardo) che con la Legge non si scherza! E che le norme restrittive che sono state messe in campo per arginare il fenomeno del gioco non rimangono solo “promesse”, ma viene assolutamente monitorato e controllato che siano rispettate da parte dei titolari delle sale da gioco, scommesse, centri trasmissione dati e quant’altro. Ecco, quindi, che ci si trova a leggere di una serie di interventi che servono appunto per far comprendere la veridicità delle norme e la loro forza “impositrice”. Si vuole partire da una sala giochi di Bolzano solo ed unicamente perché quella Provincia è stata la prima a varare “l’inizio di una sorta di effetto espulsivo” da quel territorio. Infatti, è proprio da lì probabilmente che si è partiti per osteggiare il mondo del gioco pubblico in ogni sua manifestazione commerciale.

Oggi, il Consiglio di Stato respinge la richiesta del titolare di una sala giochi di Bolzano, chiusa per ben 60 giorni, per non aver rispettato la normativa locale e per avere al suo interno apparecchiature di gioco illegali. A onor del vero bisogna sottolineare che questa “cospicua chiusura” è stata motivata anche dal fatto che in quel locale non dovrebbe essere ammesso il gioco in quanto esiste, nel raggio di 300 metri, la presenza di numerosi luoghi sensibili. In aggiunta il titolare è stato destinatario di provvedimenti per richiamarlo al rispetto della normativa sui giochi, più volte, ma ha perseverato nella sua condotta nonostante un primo sequestro. Per questo motivo, secondo il Consiglio di Stato, si considera giustificata la sospensione di 60 giorni anche perché la Provincia Autonoma di Bolzano è competente a livello legislativo primario e può ben disciplinare la materia del gioco con norme differenti da quelle statali. Non senza sottolineare che l’art.110 Tulps avrebbe consentito l’applicazione della sospensione dell’autorizzazione sino a 30 giorni per ogni singolo illecito: per questo, la misura adottata risulta “sostanzialmente in linea” con la disposizione di quell’articolo.

Dopo Bolzano, si vuole passare ad esaminare l’operato della Polizia Locale di Venezia che ha provveduto a chiudere una sala scommesse per mancato rispetto del regolamento comunale. Il fatto consiste che detta sala giochi era stata aperta recentemente, “malgrado difformità con il Regolamento comunale”: gli Agenti del Servizio Attività Produttive hanno eseguito la chiusura dopo aver verificato che la sala giochi rimaneva aperta nonostante la diffida all’esercizio dell’attività di sala scommesse. Scaduti i trenta giorni previsti dalla legge, di conseguenza, si è proceduto alla chiusura dell’esercizio con “l’apposizione dei sigilli”. Anche in questo caso, che assomiglia “vagamente” a quello della Provincia di Bolzano, l’impresa aveva aperto l’attività sulla base di una licenza rilasciata dalla Questura “ai soli fini di pubblica sicurezza”, ma nettamente in difformità con il Regolamento comunale.

Lo stesso prevede che l’apertura delle sale giochi diventa possibile quando sia in linea con ciò che è stabilito dalle norme regionali e solo in locali che distano almeno 500 metri dai luoghi definiti sensibili “quali chiese, scuole, impianti sportivi”. L’impresa di gioco legale era stata già informata dal Comune di Venezia, in sede di lavori edilizi prima, sia dalla Questura al rilascio dell’autorizzazione poi, di questa difformità al Regolamento comunale. Di conseguenza, all’apertura della sala giochi l’Amministrazione comunale è intervenuta nell’immediato e gli Uffici dello Sportello Unico Commercio hanno emanato la diffida all’esercizio con l’obbligo di chiusura entro 30 giorni dal provvedimento: così che alla scadenza, verificato che la sala fosse ancora aperta, è avvenuto l’immediata chiusura dell’attività.

Questo provvedimento conferma quanto il Regolamento approvato dal Consiglio Comunale sia uno dei più severi in Italia e sta “facendo scuola e giurisprudenza per tutto il territorio nazionale”: e grazie a questo regolamento sono state chiuse una serie di sale giochi non autorizzate e, sopratutto, si è impedito l’espandersi di attività come questa”. Questa chiosa è da far risalire ad un commento dell’assessore alla coesione sociale Simone Venturini che ribadisce, con forza, quanto attività come quella della sala giochi negli ultimi anni stiano assumendo “una dimensione preoccupante per la salute del cittadini”. Chissà se si riferisce alla “illegalità” della sala, visto che non ottemperava al Regolamento Comunale, o più semplicemente perché si tratta di una sala giochi, con tutto quello che si può dire sul mondo dei giochi in questi ultimi periodi.

Per finire la nostra “italica scorribanda” nella mancata osservanza delle varie disposizioni comunali, si vuole guardare ad una sentenza del Tar Liguria che respinge il ricorso del titolare di una sala scommesse di Sestri Levante contro la sospensione dell’attività per trenta giorni. I Giudici di quel Tar, richiesti sulla sospensione, si sono espressi negativamente nei confronti del ricorso della sala giochi contro il provvedimento di chiusura in quanto “non essendo stata presentata alcuna Scia per l’esercizio dell’attività di raccolta scommesse, non esistono i presupposti per l’applicazione della disposizione invocata dal ricorrente”. Il ricorso viene respinto, in quanto in conclusione ritenuto infondato.

Anche qui si parla di distanze dai luoghi sensibili: l’esercente contestava la legittimità del provvedimento di chiusura del punto di raccolta scommesse a causa della violazione della distanza minima di 300 metri da una scuola ed una struttura socio-sanitaria con riferimento all’art.2 della Legge Regionale della Liguria. Qui si tratta del terzo provvedimento adottato dall’Amministrazione resistente: il primo era stato annullato per difetto di motivazione. Il secondo è stato gravato dal ricorso dichiarato inammissibile dal Tribunale, ma l’esecutività della sentenza di primo grado era stata sospesa in sede di appello cautelare. Invece, la motivazione del provvedimento impugnato appare parzialmente diversa da quella precedente che, pur facendo riferimento ai luoghi sensibili, aveva fatto applicare le norme dello “strumento urbanistico generale”. Ma occorre premettere, ancora, che le distanze rilevate dal Comune di Sestri Levante non vengono contestate dal ricorrente: egli invoca esclusivamente la violazione del giudicato cautelare formatosi sull’ordinanza del Consiglio di Stato e “l’intervenuto esaurimento del potere amministrativo esercitato nel caso in specie”.

Pubblicato il: 24 Luglio 2018 alle 16:00 - Autore:

Casino Recensione Mobile Visita
888casino
888Casino
20€ Gratis + 500€
disponibile su mobile
snai casino
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
Visita
starcasinò
StarCasinò
125 Giri + 1000€
disponibile su mobile
casino.com
Casino.com
10€ Gratis + 500€
disponibile su mobile
betway casino
Betway Casino
100% Fino a 1000€
disponibile su mobile
eurobet casino
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
betflag casino
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
disponibile su mobile
william hill casino
William Hill Casino
200 Giri + 100%
disponibile su mobile
betfair casino
Betfair Casino
25€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
leovegas casino
Leovegas Casino
Fino a 1000€
disponibile su mobile
gioco digitale casino
GiocoDigitale Casino
10€ Gratis + 200€
disponibile su mobile
voglia di vincere casino
Voglia di Vincere
10€ Gratis + 1200€
disponibile su mobile
Visita
unibet casino
Unibet Casino
100% Fino a 300€
disponibile su mobile
titanbet casino
Titanbet Casino
20€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
netbet casino
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
disponibile su mobile
32red casino
32Red Casino
10€ Gratis + 160€
disponibile su mobile
Visita