Carrellata di sequestri nel mondo del Gioco illegale

sequestri giochi illegali

Se non succede o cambia qualcosa nella nostra attuale normativa che regolamenta il gioco pubblico, se non si faranno le proroghe per le varie scadenze nelle Regioni della nostra Penisola, se il Governo del Cambiamento non manterrà la sua promessa “sbandierata” di riforma del settore ludico, di imprese che trattano il gioco ed i casino online ne rimarranno veramente poche. Questo sarà un gravissimo danno prima di tutto, naturalmente, per le stesse attività costrette a chiudere ed a licenziare i propri dipendenti e, poi, conseguentemente per le casse dell’Erario che rimarranno vuote, così come il “pozzo senza fondo delle risorse” che sino ad ora il gioco era riuscito a creare.

Tutti rimarranno con il famigerato “cerino in mano” e tutti a domandarsi, a quel punto, il perché non si sia intervenuto per tempo per evitare questo scempio. Sopratutto, però, e si ha quasi paura a dirlo, il baluardo che le attività legali formano sul campo andrà via via “assottigliandosi” sino a lasciare il posto al mondo del gioco illegale, esattamente come era tantissimi anni fa, quasi una quindicina, quando il Governo di allora “ufficializzò” il gioco pubblico sottraendolo così a quel mondo illecito che ne deteneva il potere.

A quel tempo, tante imprese sono state create, hanno sostenuto il prodotto lecito “lanciato” dallo Stato ed hanno rappresentato il medesimo sul territorio con profitto per entrambi i protagonisti e con grande soddisfazione. Ciò sino all’anno scorso circa quando sono cominciate le preoccupazioni per gli operatori ed il fenomeno del gioco è arrivato “a turbare” la pace di alcuni facendo intervenire le istituzioni in vario modo, e non certamente in modo omogeneo, su tutto l’italico territorio. Questa sommariamente è la storia del gioco pubblico ed ecco perché in queste righe si ritorna a parlare delle nostre Forze dell’Ordine che stanno operando sul settore ludico, monitorandone la legalità e colpendo coloro che non si vogliono attenere alle norme vigenti ed operano senza alcuna autorizzazione.

Le tre operazioni che si vogliono riferire si sono svolte in tre punti diversi del territorio: Piemonte, Abruzzo e Sicilia, quindi da nord a sud della nostra Penisola ed in tutte e tre si sono raccolti risultati soddisfacenti per la legalità. In Piemonte, ed esattamente a Chivasso è stato denunciato un gestore di una sala giochi, dopo l’intervento della Guardia di Finanza che ha sequestrato due slot illegali, provvedendo all’accertamento di gravi violazioni della normativa inerente ai giochi. Due apparecchi di gioco irregolari, ovviamente sprovvisti di autorizzazione che non erano state collegate alla rete dei Monopoli con la grave conseguenza dell’evasione di qualsiasi tipo di imposta.

Ma ancor più grave di queste “inadempienze” risultava la presenza di una scheda di gioco installata in una delle due apparecchiature che risultava essere stata rubata qualche anno fa e di cui il gestore della sala giochi non è riuscito a fornire plausibili spiegazioni. Alla fine di questa operazione, conseguente denuncia alla Procura della Repubblica per ricettazione ed elevazione di una sanzione per l’imprenditore per oltre 20mila euro. Dal Piemonte ora si passa al centro Italia, in Abruzzo, per un’operazione messa in campo dai Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pescara.

É stata individuata una sala scommesse illegale operante per un bookmaker austriaco tramite postazioni telematiche per ricezione di scommesse, nonché il rilascio di tagliandi di gioco. Ovviamente l’attività era priva di qualsiasi autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed anche della licenza di Pubblica Sicurezza assolutamente obbligatoria e rilasciata dal Questore. Le Fiamme Gialle, in quell’accesso, hanno rilevato che l’agenzia aveva raccolto in soli due giorni, ben 300 scommesse illecite per un valore di oltre 2.000 euro: il titolare dell’esercizio è stato denunciato per il reato di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse che prevede la reclusione fino a tre anni per i responsabili.

Infine, si “scende” in Sicilia, e precisamente, in provincia di Catania dove i Finanzieri del Comando Provinciale hanno scoperto che il titolare di una rivendita di giornali all’interno di un centro commerciale di Belpasso, autorizzata per il gioco a distanza in modo esclusivo, operava anche scommesse “da banco” utilizzando un conto di gioco riconducibile al titolare. L’attività veniva realizzata, ovviamente, in modo illecito poiché il gestore era sprovvisto della specifica autorizzazione prevista dalla Legge in essere per l’esercizio dell’attività di raccolta diretta. Veniva altresì contestata la violazione della normativa antiriciclaggio per aver omesso di identificare l’identità di ogni cliente titolare del conto di gioco online: il tutto segnalato alla Ragionerie territoriale dello Stato di Catania.

Al termine del controllo venivano sottoposte a sequestro le apparecchiature elettroniche utilizzate per l’attività illecita e segnalato il titolare dell’impresa per il reato di esercizio abusivo di attività di gioco e di scommesse. Reso noto tutto questo accertamento della illegalità sul territorio, bisogna forse rispondere a chi può pensare che queste siano “piccole operazioni” per salvaguardare il gioco lecito: ma non è così. Proprio monitorando a tappeto il territorio e fermando queste “piccole illegalità” che si protegge il mondo del gioco d’azzardo pubblico perché ogni seppur piccola illegalità va a ledere il lavoro di quegli operatori onesti che magari hanno attività lecite vicine a quelle illecite e ne subiscono inevitabilmente la concorrenza sleale.

Non sempre, ed è ovvio, si possono portare a termine operazioni eclatanti che vanno effettivamente a smantellare nel modo più profondo e largo possibile le organizzazioni criminali che talvolta gestiscono le attività illecite di gioco: sono operazioni più difficili, più complesse e che richiedono un impegno di Forza Pubblica notevole così come notevoli sforzi per le indagini che vanno a rincorrere i vari “stadi” di criminalità che ne detengono il potere. Ovviamente, queste operazioni quando vengono alla luce “fanno più clamore” ed hanno più risonanza da parte dei media, ma si è certi che tante piccole operazioni di monitoraggio e controllo arrivino alla fine allo stesso risultato: quello di debellare ogni piccola (o grande) iniziativa illecita che va a toccare il mondo legale dei giochi.

Pubblicato il: 12 novembre 2018 alle 13:06 - Autore:

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