Apparecchi di Gioco senza vincite in denaro: Vittime dei distanziometri

giochi senza vincita in denaro

Non bastava che i distanziometri limitassero la presenza delle apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro, in una parte della nostra penisola il loro potere si estende anche ai giochi “senza vincita in danaro”: esattamente nel Comune di Guidonia Montecelio, Roma, si è approvato il regolamento comunale sul gioco relativo ad Awp, Vlt e scommesse che si estende anche alle sale da biliardo o alle sale giochi. Che si “toccassero con il distanziometro” anche gli apparecchi da puro intrattenimento non era ancora successo, almeno a memoria di chi scrive che ha visto proprio di tutto contro il mondo dei giochi… ma questo ancora no! Sembra che si voglia fare il “tiro al bersaglio” con questo settore e che non si voglia salvare proprio nulla dalle “ire delle normative comunali”.

Va bene che si riempia l’italico territorio di distanziometri per le slot machine e per le Vlt, ormai lo si è quasi digerito, anche se nel segmento degli apparecchi con vincita in danaro questo provvedimento comincia a leggersi non in maniera positiva per il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo, né tanto meno per la sua prevenzione. Ed ora questa nuova disposizione forse farà riaprire un altro discorso in un altro segmento del gioco. Nel provvedimento di Guidonia Montecelio in pratica si emette un “doppio distanziometro” (qualora uno non bastasse): quello di 500 metri dai luoghi sensibili per le apparecchiature con vincita in danaro e quello di 350 metri per gli apparecchi di gioco senza vincita in danaro (e quindi da puro intrattenimento).

Questa dispositiva comunale farà parecchio discutere, e non solo in quel Comune, gli addetti ai lavori di quel comparto rendendoli certamente poco sereni. Quello che si può dire, e che si continua a sottolineare, è che non essendoci sul gioco una regolamentazione nazionale, i Comuni e le Regioni sono autorizzate ad esprimersi in modo “schizofrenico” ed ognuno agendo “nell’interesse del proprio territorio”. Sembra quasi che ancora oggi, dopo il tanto parlarne, non si abbia chiara la differenza tra i due segmenti del gioco: quello con vincita e quello senza vincita in danaro e, di conseguenza, vengono assimilate sempre le due categorie. Ma la conseguenza di questa “non conoscenza” porta alla conclusione pratica che forse “in Italia non si può più giocare”: invece, si danno continue proroghe e si “allunga sempre il brodo” poiché il Governo, e quindi, anche quello del Cambiamento, ha comunque necessità di fare cassa con gli introiti del gioco.

Insomma, come sempre, il desiderio di “sentirsi puliti” si scontra inevitabilmente con le necessità di bilancio. Non rimane agli operatori del gioco senza vincita in danaro che stare tutti uniti e di far sentire la propria voce: ma questa volta dovrà essere una voce chiara, forte ed univoca altrimenti il segmento dell’amusement, già messo in un angolo, subirà una brutta fine. Ma in tutto questo bailamme di norme ostative al gioco, è evidente che vi siano personaggi che ne sono contenti e soddisfatti come forse è giusto che sia dopo che si è voluto questo tipo di iniziativa comunale per voler uniformare il regolamento di Guidonia a quello delle città limitrofe (come si sa Roma, principalmente, è nettamente contraria al gioco d’azzardo e si è ben espressa in questo senso con il suo Regolamento sul Gioco).

Che si può dire poi che non si è ancora detto relativamente alla differenza tra gioco con vincita e gioco di puro intrattenimento? Si sono sviscerate tutte le argomentazioni possibili ed immaginabili e ci si era alquanto meravigliati quando gli apparecchi senza vincita in danaro erano quasi stati banditi dalla riviera romagnola, luogo che come si sa è frequentatissimo dai giovani e giovanissimi. Poi, anche associazioni di settore si erano espresse per salvaguardare questo segmento del gioco che avrebbe potuto prendere il posto di quello con vincita in danaro, visto che quest’ultimo sta per essere spodestato da tanti territori e poteva essere una valida alternativa sia per gli esercenti, che non rinuncerebbero ad un certo introito portato dalle “macchinette”, che per i giocatori che avrebbero un’alternativa di divertimento.

Ma, evidentemente, anche questi discorsi se pur provenienti da fonti autorevoli, non hanno ottenuto risultati positivi, oppure non sono stati neppure tenuti in considerazione: questo determina la convinzione che le varie campagne mediatiche contro il mondo dei giochi sono talmente potenti che sovvertono qualsiasi altro discorso, da qualsivoglia parte possa provenire. Certamente, se i media mettessero a disposizione dell’opinione pubblica anche un minimo del loro tempo per far conoscere i lati positivi del gioco, magari particolarmente quello del puro intrattenimento, farebbero un servizio sociale più ampio ed equo e sarebbero elogiabili per la loro imparzialità. Sembra di lottare “contro i mulini a vento”: tutto il dire ed il fare delle associazioni, dell’industria del gioco, degli stessi operatori ed addetti ai lavori non è sufficiente per far comprendere all’opinione pubblica, che di notizie sul gioco è stata bersagliata e forse anche annoiata, che lo stesso se avvicinato in modo consapevole può fornire gioia ed intrattenimento a chi lo ricerca.

E non solo: bisognerebbe che i cittadini “normali”, quelli quindi che non frequentano il gioco d’azzardo, siano a conoscenza di quanto il settore è riuscito a fare per il sociale, per l’occupazione di tanti dipendenti che altrimenti sarebbero a spasso in cerca di un lavoro che lo Stato non riesce né a procurare né ovviamente a garantire e che, invece, è stata possibile grazie alle tante imprese di gioco che si sono create e che si sta cercando di portare avanti. Questo argomento sembra quasi “un tabù” per i media: è impossibile che si scriva qualche riga a favore dei risultati che il settore ludico ha raggiunto in questo senso, mentre è normale che vengano scritti fiumi di parole sulle derive che la frequentazione del gioco può provocare. Questo è l’argomento quando si parla di gioco e di quello che vi gravita attorno: nulla di più e nulla di positivo sopra tutto.

Pubblicato il: 8 ottobre 2018 alle 17:14 - Autore:

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